Martedì V Settimana di Quaresima

Numeri 21,4-9  Salmo 101  Giovanni 8,21-30

Il popolo d’Israele nel bel mezzo del deserto si mette a protestare contro Dio, misconoscendo tutti gli interventi di salvezza operati fino a quel punto: l’oggetto della lamentela è il cibo, sempre lo stesso, manna e quaglie. Hanno la libertà ma manifestano nostalgia per la schiavitù. Dei serpenti invadono l’accampamento: si tratta di un artificio letterario per esprimere la diabolicità di chi alimenta pensieri di sospetto contro la fedeltà di Dio. Ci sono diversi israeliti che si lasciano mordere da questo serpente e sono avvelenati. C’è solo un modo per guarire: guardare in faccia il serpente e riconoscere il proprio peccato. Chi lo fa è salvo! È una sorta di confessione e pentimento. Dio offre sempre una seconda possibilità. Così è il Vangelo: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono”. Ai farisei che si intestardiscono e non vogliono credere, Gesù dichiara che se avranno il coraggio di vederlo innalzato sulla croce allora saranno in grado di capire quanto fosse sbagliato il loro atteggiamento di contrarietà e di odio nei suoi confronti; sarà un modo per ravvedersi e pentirsi del proprio peccato. Anche qui viene data una seconda possibilità. Dal peccato si può sempre uscire: occorre semplicemente riconoscerlo e confessarlo! Prepariamociad una vera confessione. Buona giornata. don Luciano.

P.S. Accompagniamo nella preghiera il ritorno al Padre di Fulvia Minzoni nei Fredducci (Via L. da Vinci, 34).