AVVISI 5 GIUGNO 2022  PENTECOSTE

Domenica 5 Giugno

Pieve: alla Santa Messa delle 8.00 ricordiamo Luciano Fredducci (Via L. da Vinci, 34); Giuseppina Pierozzi vedova Bardazzi (Viale della Resistenza, 31).

Pieve e Olmi: alla Santa Messa delle 10.00 partecipano i bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione Sabato 28 e Domenica 29 Maggio.

Santuario: al termine della Santa Messa delle 10.30 “Velatio” del Santissimo Crocifisso.

San Cresci: ore 16.00 Matilde Farina riceve il Santo Battesimo.

Pieve: ore 16.00 Adele Pesci e Noah Sendeu-Tagu ricevono il Santo Battesimo.

Lunedì 6 Giugno

Sagginale: ore 18.00 in chiesa presentazione del progetto per il quale la canonica di Sagginale diventa casa di accoglienza all’interno del servizio S.A.I. (Sistema accoglienza e integrazione), alla presenza della coordinatrice del servizio Teresa Menchetti, del referente per il Mugello della Fondazione Solidarietà Caritas e degli operatori di accoglienza.

Venerdì 10 Giugno

Pieve: ore 21.00 Concerto dell’Orchestra Regionale Toscana diretta da Pier Carlo Orizio. Clarinetto solista Emilio Checchini. Ingresso libero.

Sabato 11 Giugno

Pieve: ore 16.00 Mattia Nesi riceve il Santo Battesimo.

Sant’Omobono: ore 17.00 Presentazione del Libro di Giovanni Brunori: ”La Cappella gentilizia di Santa Cristina”. Architettura e storia di un antico luogo sacro del Mugello: dagli Ubaldini Da Rabatta ai Lapi, dai Borri ai Brunori Ceroni.

Coordinatore Aldo Giovannini. Interverranno: Monsignor Gilberto Aranci, Stefano Passiatore, Sindaco di Dicomano e Presidente dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello, Cristina Becchi, Vicesindaca e Assessora alla Cultura del Comune di Borgo San Lorenzo, Alessandro Panajia. Relatore: Marco Pinelli. Sarà presente l’autore.

Domenica 12 Giugno

San Cresci: ore 15.00 Niccolò Giovannini riceve il Santo Battesimo.

Pieve: ore 15.30 Tommaso Fracassini, Mattia Bianchi e Giulio Guidotti ricevono il Santo Battesimo.

San Cresci: ore 16.00 Martino Nutini riceve il Santo Battesimo.

Giovedì 16 Giugno Festa del Corpus Domini

Pieve ore 21.00 Santa Messa e processione del Corpus Domini per le vie cittadine con il seguente itinerario: Via San Francesco, Piazza del Mercato, Via degli Argini, Piazza San Giovanni Bosco, Ponte Rosso, Via Marconi, Cristo Re, Viale della Repubblica, Via Firenze, Via Gorizia, Piazza Vittorio Veneto, Via Roma, Via Giotto, Via Pananti, Piazza Gramsci, Piazza Curtatone e Montanara, Via del Canto,  Piazza del Mercato, Via San Francesco, Pieve.

Benedizione col Santissimo Sacramento e conclusione della processione.

CAMPI ESTIVI ESTATE 2022

Bambini Quarta Elementare a Figliano dal 15 al 18 Giugno.

Bambini Quinta Elementare a Figliano dal 20 al 25 Giugno.

Ragazzi Prima Media a Cavallico dal 27 Giugno al 2 Luglio.

Ragazzi dopo Cresima Seconda Media a Cavallico dal 22 al 27 Agosto.

Giovanissimi dopo Cresima Terza Media a Cavallico dall’11 al 16 Luglio.

Giovanissimi dopo Cresima Prima Superiore ai Diacci dal 25 al 29 Luglio.

Famiglie a Cavallico dal 7 all’14 Agosto.

GRIM ESTIVO  dal 4 all’8 e dall’11 al 15 Luglio.

N.B. Per le iscrizioni ai Campi del dopo Cresima e al GRIM vi faremo sapere presto.

Sabato 9 Luglio: ore 20.00 Cena sotto le stelle davanti alla Pieve di San Cresci. Per le prenotazioni daremo recapiti più avanti.

Catechesi del Papa su San Giuseppe – 2. San Giuseppe nella storia della salvezza

Gesù nei Vangeli è indicato come «figlio di Giuseppe» (Lc 3,23; 4,22; Gv 1,45; 6,42) e «figlio del carpentiere» (Mt 13,55; Mc 6,3). Gli Evangelisti Matteo e Luca, narrando l’infanzia di Gesù, danno spazio al ruolo di Giuseppe. Entrambi compongono una “genealogia”, per evidenziare la storicità di Gesù. Matteo, rivolgendosi soprattutto ai giudeo-cristiani, parte da Abramo per arrivare a Giuseppe, definito «lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù detto il Cristo» (1,16). Luca, invece, risale fino ad Adamo, iniziando direttamente da Gesù, che «era figlio di Giuseppe», ma precisa: «come si riteneva» tale (3,23). Dunque, ambedue gli Evangelisti presentano Giuseppe non come padre biologico, ma comunque come padre di Gesù a pieno titolo. Tramite lui, Gesù realizza il compimento della storia dell’alleanza e della salvezza intercorsa tra Dio e l’uomo. Per Matteo questa storia ha inizio con Abramo, per Luca con l’origine stessa dell’umanità, cioè con Adamo.

L’evangelista Matteo ci aiuta a comprendere che la figura di Giuseppe, seppur apparentemente marginale, discreta, in seconda linea, rappresenta invece un tassello centrale nella storia della salvezza. Giuseppe vive il suo protagonismo senza mai volersi impadronire della scena. Se ci pensiamo, «le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste […]. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli, con gesti quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti» (Lett. ap. Patris corde, 1). Così, tutti possono trovare in San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, della presenza discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà. Egli ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in “seconda linea” hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza. Il mondo ha bisogno di questi uomini e di queste donne: uomini e donne in seconda linea, ma che sostengono lo sviluppo della nostra vita, di ognuno di noi, e che con la preghiera, con l’esempio, con l’insegnamento ci sostengono sulla strada della vita.

Nel Vangelo di Luca, Giuseppe appare come il custode di Gesù e di Maria. E per questo egli è anche «il Custode della Chiesa”: ma, se è stato il custode di Gesù e di Maria, lavora, adesso che sei nei cieli, e continua a fare il custode, in questo caso della Chiesa; perché la Chiesa è il prolungamento del Corpo di Cristo nella storia, e nello stesso tempo nella maternità della Chiesa è adombrata la maternità di Maria. Giuseppe, continuando a proteggere la Chiesa – per favore, non dimenticatevi di questo: oggi, Giuseppe protegge la Chiesa – continua a proteggere il Bambino e sua madre» (ibid., 5). Questo aspetto della custodia di Giuseppe è la grande risposta al racconto della Genesi. Quando Dio chiede conto a Caino della vita di Abele, egli risponde: «Sono forse io il custode di mio fratello?» (4,9). Giuseppe, con la sua vita, sembra volerci dire che siamo chiamati sempre a sentirci custodi dei nostri fratelli, custodi di chi ci è messo accanto, di chi il Signore ci affida attraverso tante circostanze della vita.

Una società come la nostra, che è stata definita “liquida”, perché sembra non avere consistenza. Io correggerò quel filosofo che ha coniato questa definizione e dirò: più che liquida, gassosa, una società propriamente gassosa. Questa società liquida, gassosa trova nella storia di Giuseppe un’indicazione ben precisa sull’importanza dei legami umani. Infatti, il Vangelo ci racconta la genealogia di Gesù, oltre che per una ragione teologica, per ricordare a ognuno di noi che la nostra vita è fatta di legami che ci precedono e ci accompagnano. Il Figlio di Dio, per venire al mondo, ha scelto la via dei legami, la via della storia: non è sceso nel mondo magicamente, no. Ha fatto la strada storica che facciamo tutti noi.

Cari fratelli e sorelle, penso a tante persone che fanno fatica a ritrovare dei legami significativi nella loro vita, e proprio per questo arrancano, si sentono soli, non hanno la forza e il coraggio per andare avanti. Vorrei concludere con una preghiera che aiuti loro e tutti noi a trovare in San Giuseppe un alleato, un amico e un sostegno.

San Giuseppe,
tu che hai custodito il legame con Maria e con Gesù,
aiutaci ad avere cura delle relazioni nella nostra vita.
Nessuno sperimenti quel senso di abbandono
che viene dalla solitudine.
Ognuno si riconcili con la propria storia,
con chi lo ha preceduto,
e riconosca anche negli errori commessi
un modo attraverso cui la Provvidenza si è fatta strada,
e il male non ha avuto l’ultima parola.
Mostrati amico per chi fa più fatica,
e come hai sorretto Maria e Gesù nei momenti difficili,
così sostieni anche noi nel nostro cammino. Amen.