Lunedì XXII Settimana del Tempo Ordinario
1Corinzi 2,1-5 Salmo 118 Luca 4,16-30
Da prete vivo sempre dentro questo dissidio che, in sostanza, è tentazione: fare di tutto per rendere convincente la fede attraverso affermazioni e considerazioni incontestabili oppure accennare alle verità di fede lasciando alle stesse il compito di persuadere le persone interessate. Da una parte c’è il rischio di metterci troppo del mio, arrivando ad arrogarmi il vanto di essere capace di convertire le persone e dall’altra il rischio della passività e dell’inerzia che ha un po’ il sapore della resa e della rassegnazione. E’ ovvio che l’equilibrio tra le due istanze è l’ideale ma i contorni dell’una e dell’altra non sono sempre così definiti. Mi piace la considerazione di San Paolo che oggi leggiamo dalla Prima Lettera ai Corinti: “La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza”. Doveroso – e consolante – avere sempre chiaro il ruolo preponderante dello Spirito: è Lui che fa! Oggi è il 14° anniversario della morte del cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano. Sono sue queste parole: “Affidarsi allo Spirito significa riconoscere che in tutti i settori arriva prima di noi, lavora più di noi e meglio di noi; a noi non tocca né seminarlo, né svegliarlo, ma anzitutto riconoscerlo, accoglierlo, assecondarlo, seguirlo.
Anche nel buio del nostro tempo, lo Spirito c’è e non si è mai perso d’animo: al contrario sorride, danza, penetra, investe, avvolge, arriva là dove mai avremmo immaginato”. Buona giornata. don Luciano.

