DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE

Domenica 9 Novembre

Pieve: alla Santa Messa delle 8.00 ricordiamo: Paolo Bandini (Scarperia), Giovanna Paladini vedova Cervelloni (Piazza Campobello, 7 – Panicaglia), Iole Tortoli vedova Zochowski (Firenze), Mauro Cioni (Via Brocchi, 56).

Pieve: ore 10.00, alla Santa Messa partecipano i Bambini di Quarta Primaria che poi si trattengono per l’incontro di Catechismo.

Sant’Omobono: ore 10.30, Incontro di Catechismo per i Bambini di Terza Primaria.

Santuario: ore 10.30, alla Santa Messa partecipano i ragazzi di Quinta Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

San Giovanni Maggiore: ore 10.30, Incontro di Catechismo per i Bambini di Terza e Quarta Primaria.

RSA Villaggio San Francesco: alla Santa Messa delle 10.30 partecipano alcuni Ragazzi del Catechismo di Prima Media.

San Giovanni Maggiore: ore 15.00 Santa Messa in Pieve e Benedizione del Cimitero. N.B. Non viene celebrata la Santa Messa delle 9.30.

Pieve: ore 16.30, Megan Malollari riceve il Battesimo.

Cattedrale di Santa Maria del Fiore: ore 17.00, Ordinazione Diaconale di Luca D’Orazio e Jenson Jose per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze.

Lunedì 10 Novembre

Centro Giovanile: ore 15.00, Pomeriggio Insieme per Anziani.

Cappella dell’Ospedale: ore 21.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Martedì 11 Novembre

Santuario: ore 21.00, Incontro di Formazione per Ministri Straordinari della Comunione e per quanti prestano servizio nella Liturgia. “Liturgia della Parola e sua Proclamazione”. Relatore don Roberto Gulino, Direttore dell’Ufficio Liturgico.

Mercoledì 12 Novembre

Centro Giovanile: ore 16.30, Incontro sulla PAROLA DI VITA, aperto a tutti.

Giovedì 13 Novembre

Famiglia Costi, Via del Pozzino, 24: ore 17.30, Incontro di Catechesi Biblica.

Sede della Misericordia: ore 18.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Centro Giovanile: ore 19.00, Incontro per i Giovanissimi del post Cresima 2011.

Famiglia Borelli, Piazza Dante, 42: ore 21.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Venerdì 14 Novembre

Sant’Omobono: ore 21.00, Concerto a cura di Agimus: Duo Giacomo Petrucci, violoncello Giacomo Martinelli, chitarra. Musiche di J. S. Bach, A. Vivaldi, G. Petrucci, A. Piazzolla, M. Pujol, J. Depreter, M. Duplessis. Ingresso libero.

Domenica 16 Novembre

San Giovanni Maggiore: alla Santa Messa delle 9.30 partecipano i Bambini di III Primaria del Catechismo che poi si trattengono per il loro Incontro.

Pieve: alla Santa Messa delle 10.00 partecipano i Bambini di III Primaria del Catechismo che poi si trattengono per il loro incontro.

Centro Giovanile: Insieme Party…amo: Domenica in compagnia dove l’amicizia, i sorrisi e la gioia di stare insieme non mancheranno. Programma: ore 10,30 Santa Messa al Santuario; dopo, tombola con tanti premi. Ore 13.00 Pranziamo insieme e poi pomeriggio con canti e musica dal vivo. Per info e iscrizioni chiamare Romano: 338 1776472.

Centro Giovanile: ore 15.30 – 19.00, Incontro per i Ragazzi di I Media del Catechismo.

Centro Giovanile: ore 20.00, Cena e Incontro di Catechesi Biblica per i Giovani Adulti.

CoPAE

Il Consiglio per gli Affari Economici della Parrocchia di San Lorenzo a Borgo è stato aggiornato e ne fanno parte: Claudio Baldi, Enrico Torricelli, Gabriele Guidotti, Andrea Toccafondi, Carlo Manetti, Gianni Mariotti, Romano Chiocci, Alessandro Malevolti.

CONFESSIONI

Dall’11 Novembre, ogni Martedì dalle 9.30 alle 11.00, don Luigi Agostini sarà in Pieve per la Celebrazione del Sacramento della Riconciliazione.

Catechesi del Papa: Gesù Cristo nostra speranza. IV.

La Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale.

2. La Risurrezione di Cristo, risposta alla tristezza dell’essere umano

La risurrezione di Gesù Cristo è un evento che non si finisce mai di contemplare e di meditare, e più lo si approfondisce, più si resta pieni di meraviglia, si viene attratti, come da una luce insostenibile e al tempo stesso affascinante. È stata un’esplosione di vita e di gioia che ha cambiato il senso dell’intera realtà, da negativo a positivo; eppure non è avvenuta in modo eclatante, men che meno violento, ma mite, nascosto, si direbbe umile.

Oggi rifletteremo su come la risurrezione di Cristo può guarire una delle malattie del nostro tempo: la tristezza. Invasiva e diffusa, la tristezza accompagna le giornate di tante persone. Si tratta di un sentimento di precarietà, a volte di disperazione profonda che invade lo spazio interiore e che sembra prevalere su ogni slancio di gioia.

La tristezza sottrae senso e vigore alla vita, che diventa come un viaggio senza direzione e senza significato. Questo vissuto così attuale ci rimanda al celebre racconto del Vangelo di Luca (24,13-29) sui due discepoli di Emmaus. Essi, delusi e scoraggiati, se ne vanno da Gerusalemme, lasciandosi alle spalle le speranze riposte in Gesù, che è stato crocifisso e sepolto. Nelle battute iniziali, questo episodio mostra come un paradigma della tristezza umana: la fine del traguardo su cui si sono investite tante energie, la distruzione di ciò che

ha preso possesso del cuore. Tutto è imploso in brevissimo tempo, tra il venerdì e il sabato, in una drammatica successione di eventi.

Il paradosso è davvero emblematico: questo triste viaggio di sconfitta e di ritorno all’ordinario si compie lo stesso giorno della vittoria della luce, della Pasqua che si è pienamente consumata. I due uomini danno le spalle al Golgota, al terribile scenario della croce ancora impresso nei loro occhi e nel loro cuore. Tutto sembra perduto. Occorre tornare alla vita di prima, col profilo basso, sperando di non essere riconosciuti.

A un certo punto, si affianca ai due discepoli un viandante, forse uno dei tanti pellegrini che sono stati a Gerusalemme per la Pasqua. È Gesù risorto, ma loro non lo riconoscono. La tristezza annebbia il loro sguardo, cancella la promessa che il Maestro aveva fatto più volte: che sarebbe stato ucciso e che il terzo giorno sarebbe risuscitato. Lo sconosciuto si accosta e si mostra interessato alle cose che loro stanno dicendo. Il testo dice che i due «si fermarono, col volto triste» (Lc 24,17). L’aggettivo greco utilizzato descrive una tristezza integrale: sul loro viso traspare la paralisi dell’anima.

Gesù li ascolta, lascia che sfoghino la loro delusione. Poi, con grande franchezza, li rimprovera di essere «stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti!» (v. 25), e attraverso le Scritture dimostra che il Cristo doveva soffrire, morire e risorgere. Nei cuori dei due discepoli si riaccende il calore della speranza, e allora, quando ormai scende la sera e arrivano alla meta, invitano il misterioso compagno a restare con loro.

Gesù accetta e siede a tavola con loro. Poi prende il pane, lo spezza e lo offre. In quel momento i due discepoli lo riconoscono… ma Lui subito sparisce dalla loro vista (vv. 30-31). Il gesto del pane spezzato riapre gli occhi del cuore, illumina di nuovo la vista annebbiata dalla disperazione. E allora tutto si chiarisce: il cammino condiviso, la parola tenera e forte, la luce della verità… Subito si riaccende la gioia, l’energia scorre di nuovo nelle membra stanche, la memoria torna a farsi grata. E i due tornano in fretta a Gerusalemme, per raccontare tutto agli altri.

“Il Signore è veramente Risorto” (cfr v. 34). In questo avverbio, veramente, si compie l’approdo certo della nostra storia di esseri umani. Non a caso è il saluto che i cristiani si scambiano nel giorno di Pasqua. Gesù non è risorto a parole, ma con i fatti, con il suo corpo che conserva i segni della passione, sigillo perenne del suo amore per noi. La vittoria della vita non è una parola vana, ma un fatto reale, concreto.

La gioia inattesa dei discepoli di Emmaus ci sia di dolce monito quando il cammino si fa duro. È il Risorto che cambia radicalmente la prospettiva, infondendo la speranza che riempie il vuoto della tristezza. Nei sentieri del cuore, il Risorto cammina con noi e per noi. Testimonia la sconfitta della morte, afferma la vittoria della vita, nonostante le tenebre del Calvario. La storia ha ancora molto da sperare in bene.

Riconoscere la Risurrezione significa cambiare sguardo sul mondo: tornare alla luce per riconoscere la Verità che ci ha salvato e ci salva. Sorelle e fratelli, restiamo vigili ogni giorno nello stupore della Pasqua di Gesù risorto. Lui solo rende possibile l’impossibile!

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