IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica 8 Febbraio – Giornata per la Vita

Pieve: alla Santa Messa delle 8.00, ricordiamo Dario Calamini (Via di Salto, 19 – Panicaglia), Franca Brogi in Borselli (Via Mattei, 1), Maria Giovannini vedova Potini (Via di Rabatta, 27/a), Irene Juchonivicz (Via don Sturzo, 47), Gioconda Baldi in Paladini (Via Sacco e Vanzetti, 7), Paola Poggi vedova Lepri (Via Sacco e Vanzetti, 1), Amabile Angelini vedova Vergari (RSA Villaggio San Francesco).

San Giovanni:alla Santa Messa delle 9.30, partecipano i Bambini di IV Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

Pieve:alla Santa Messa delle 10.00, partecipano i Bambini di IV Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

Santuario:alla Santa Messa delle 10.30, partecipano i Ragazzi di V Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

Figliano: ore 15.00, incontro di Formazione per Educatori dei Campiscuola.

Martedì 10 Febbraio

Centro Giovanile: ore 19.30, Incontro dei Giovanissimi del post Cresima 2012.

Mercoledì 11 Febbraio

Centro Giovanile: ore 16.30, Incontro sulla PAROLA DI VITA, aperto a tutti.

Centro Giovanile: ore 19.30, Incontro dei Giovanissimi del post Cresima 2013.

Giovedì 12 Febbraio

Sede della Misericordia: ore 18.0, Incontro di Catechesi Biblica.

Famiglia Giovanni Borelli, Piazza Dante, 42: ore 21.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Famiglia Lucio Macina, Via Calamandrei, 7: ore 21.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Domenica 15 Febbraio

San Giovanni: alla Santa Messa delle 9.30, partecipano i Bambini di III Primaria ai quali viene consegnato il libro dei Vangeli e poi si trattengono per il loro incontro.

Pieve: alla Santa Messa delle 10.00, partecipano i Bambini di III Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

Centro Giovanile: Insieme Party…amo: Giornata in compagnia.

Programma:   ore 10,30 Santa Messa al Santuario; dopo, tombola con tanti premi. Ore 13.00 Pranzo e poi pomeriggio con canti e musica. Per info e iscrizioni chiamare Romano: 338 1776472.

Sala parrocchiale della Pieve: ore 16.00, inizia il percorso per i Fidanzati in preparazione al Matrimonio.

Centro Giovanile: ore 20.00, Incontro di catechesi Biblica per Giovani Adulti.

BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE 2026

Lunedì 9: Piazza M. L. King – Via dei Medici – Via Che Guevara – Via Sacco e Vanzetti.

Martedì 10: Via della Tintoria – Via dei Cappuccini – Via G. Rossa – Via Padre Massimo da Porretta – Via della Soterna.

Mercoledì 11: Viale F.lli Kennedy.

Giovedì 12: Via P. Calamandrei – Via P. Caiani.

Venerdì 13: Via B. Buozzi – Via della Costituzione – Via C. Romanelli – Le Pergole – Poggio Mulino.

Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II.

Costituzione dogmatica Dei Verbum.  4. La Sacra Scrittura: Parola di Dio in parole umane

La Costituzione conciliare Dei Verbum, sulla quale stiamo riflettendo in queste settimane, indica nella Sacra Scrittura, letta nella Tradizione viva della Chiesa, uno spazio privilegiato d’incontro in cui Dio continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, affinché, ascoltandolo, possano conoscerlo e amarlo. I testi biblici, tuttavia, non sono stati scritti in un linguaggio celeste o sovrumano. Come ci insegna anche la realtà quotidiana, infatti, due persone che parlano lingue differenti non s’intendono fra loro, non possono entrare in dialogo, non riescono a stabilire una relazione. In alcuni casi, farsi comprendere dall’altro è un primo atto di amore. Per questo Dio sceglie di parlare servendosi di linguaggi umani e, così, diversi autori, ispirati dallo Spirito Santo, hanno redatto i testi della Sacra Scrittura. Come ricorda il documento conciliare, «le parole di Dio, espresse con lingue umane, si sono fatte simili al parlare dell’uomo, come già il Verbo dell’eterno Padre, avendo assunto le debolezze dell’umana natura, si fece simile all’uomo» (DV, 13). Pertanto, non solo nei suoi contenuti, ma anche nel linguaggio, la Scrittura rivela la condiscendenza misericordiosa di Dio verso gli uomini e il suo desiderio di farsi loro vicino.

Nel corso della storia della Chiesa, si è studiata la relazione che intercorre tra l’Autore divino e gli autori umani dei testi sacri. Per diversi secoli, molti teologi si sono preoccupati di difendere l’ispirazione divina della Sacra Scrittura, quasi considerando gli autori umani solo come strumenti passivi dello Spirito Santo. In tempi più recenti, la riflessione ha rivalutato il contributo degli agiografi nella stesura dei testi sacri, al punto che il documento conciliare parla di Dio come «autore» principale della Sacra Scrittura, ma chiama anche gli agiografi «veri autori» dei libri sacri (cfr DV, 11). Come osservava un acuto esegeta del secolo scorso, «abbassare l’operazione umana a quella di un semplice amanuense non è glorificare l’operazione divina». Dio non mortifica mai l’essere umano e le sue potenzialità!

Se dunque la Scrittura è parola di Dio in parole umane, qualsiasi approccio ad essa che trascuri o neghi una di queste due dimensioni risulta parziale. Ne consegue che una corretta interpretazione dei testi sacri non può prescindere dall’ambiente storico in cui essi sono maturati e dalle forme letterarie utilizzate; anzi, la rinuncia allo studio delle parole umane di cui Dio si è servito rischia di sfociare in letture fondamentaliste o spiritualiste della Scrittura, che ne tradiscono il significato. Questo principio vale anche per l’annuncio della Parola di Dio: se esso perde contatto con la realtà, con le speranze e le sofferenze degli uomini, se utilizza un linguaggio incomprensibile, poco comunicativo o anacronistico, esso risulta inefficace. In ogni epoca la Chiesa è chiamata a riproporre la Parola di Dio con un linguaggio capace di incarnarsi nella storia e di raggiungere i cuori. Come ricordava Papa Francesco, «ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo, spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale».

Altrettanto riduttiva, d’altra parte, è una lettura della Scrittura che ne trascuri l’origine divina, e finisca per intenderla come un mero insegnamento umano, come qualcosa da studiare semplicemente dal punto di vista tecnico oppure come «un testo solo del passato». Piuttosto, soprattutto quando proclamata nel contesto della liturgia, la Scrittura intende parlare ai credenti di oggi, toccare la loro vita presente con le sue problematiche, illuminare i passi da compiere e le decisioni da assumere. Questo diventa possibile soltanto quando il credente legge e interpreta i testi sacri sotto la guida dello stesso Spirito che li ha ispirati (cfr DV, 12).

In tal senso, la Scrittura serve ad alimentare la vita e la carità dei credenti, come ricorda Sant’Agostino: «Chiunque crede di aver capito le divine Scritture […], se mediante tale comprensione non riesce a innalzare l’edificio di questa duplice carità, di Dio e del prossimo, non le ha ancora capite». L’origine divina della Scrittura ricorda anche che il Vangelo, affidato alla testimonianza dei battezzati, pur abbracciando tutte le dimensioni della vita e della realtà, le trascende: esso non si può ridurre a mero messaggio filantropico o sociale, ma è l’annuncio gioioso della vita piena ed eterna, che Dio ci ha donato in Gesù.

Cari fratelli e sorelle, ringraziamo il Signore perché, nella sua bontà, non fa mancare alla nostra vita il nutrimento essenziale della sua Parola e preghiamo affinché le nostre parole, e ancor di più la nostra vita, non oscurino l’amore di Dio che in esse è narrato.

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