I DOMENICA DI AVVENTO

Domenica 30 Novembre

Pieve: alla Santa Messa delle 8.00 ricordiamo: Dina Guidalotti vedova Lavacchini (Via L. da Vinci, 10), Pierina Panchetti vedova Bolognesi (Via Allende, 5), Anna Cirillo vedova De Blasio (Via Sagginalese, 82 – Sagginale), Benito Milani (Via Faentina, 2283 – Mulinaccio).

San Giovanni Maggiore: ore 9.30, alla Santa Messa partecipano i Bambini di Terza Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

Pieve: ore 10.00, alla Santa Messa partecipano i Bambini di Terza Primaria che poi si trattengono per l’incontro di Catechismo.

Pieve: alla Santa Messa delle 11.30 rito dell’ammissione al Catecumenato.

Firenze: nel primo pomeriggio i Ragazzi di Prima Media del Catechismo si recano a visitare la Cattedrale di Santa Maria del Fiore e poi celebrano la Santa Messa nel Seminario Arcivescovile.

Pieve: ore 18.00, partecipano alla Santa Messa i Giovanissimi del post Cresima.

Sala Parrocchiale della Pieve: ore 19.00, Incontro di Catechesi Biblica per i Giovani.

Lunedì 1 Dicembre

Centro Giovanile: dalle ore 15.00 pomeriggio insieme rivolto agli anziani. Sono previste: partite a tombola, giochi di società, piccoli lavoretti e merenda in compagnia.

Per richiedere assistenza per l’accompagnamento, si prega di contattare: Laura 320 925 3403; Stefania 3470777875.

Cappella dell’Ospedale: ore 17.30, Incontro di Catechesi Biblica.

Martedì 2 Dicembre

Centro Giovanile: ore 19.30, Incontro per i Giovanissimi del post Cresima 2012.

Cappella della Misericordia: ore 21.00, S. Messa per i Fratelli e le Sorelle, Viventi e Defunti, della Confraternita.

Mercoledì 3 Dicembre

Centro Giovanile: ore 19.30, Incontro per i Giovanissimi del post Cresima 2013.

Giovedì 4 Dicembre

Sede della Misericordia: ore 18.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Pieve: alla Santa Messa delle ore 18.00 partecipano i Vigili del Fuoco del Mugello nella festa di Santa Barbara.

Venerdì 5 Dicembre

Olmi: Insieme per la Pace, dalle 14.00 alle 21.00, preghiera silenziosa con Esposizione Eucaristica.

Sabato 6 Dicembre

Santuario: ore 17.00, all’inizio della Santa Messa, Ostensione del Santissimo Crocifisso.

Domenica 7 Dicembre

San Giovanni Maggiore: ore 9.30, alla Santa Messa partecipano i Bambini di Terza e Quarta Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

Pieve: ore 10.00, alla Santa Messa partecipano i Bambini di Terza e di Quarta Primaria: questi ultimi poi si trattengono per l’incontro di Catechismo.

Santuario: ore 10.30, alla Santa Messa partecipano i ragazzi di Quinta Primaria che poi si trattengono per il loro incontro. Al termine della Santa Messa, “Velatio” del Santissimo Crocifisso.

Lunedì 8 Dicembre Solennità dell’Immacolata Concezione

L’orario e il luogo delle Sante Messe sono quelli della Domenica ad eccezione di San Giovanni Maggiore dove la Santa Messa delle 9.30 sarà celebrata nella Chiesa di Pulicciano.

Pulicciano: ore 9.30, Santa Messa.

Centro Giovanile: Insieme Party…amo: Giornata in compagnia dove l’amicizia, i sorrisi e la gioia di stare insieme non mancheranno. Programma: ore 10,30 Santa Messa al Santuario; dopo, tombola con tanti premi. Ore 13.00 Pranziamo insieme e poi pomeriggio con canti e musica dal vivo. Per info e iscrizioni chiamare Romano: 338 1776472.

Santuario: al termine della Santa Messa delle 10.30 inaugurazione del Presepe Meccanico e del Mercatino di Natale.

CONFESSIONI

Ogni Martedì dalle 9.30 alle 11.00, don Luigi Agostini è in Pieve per la Celebrazione del Sacramento della Riconciliazione.

ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

Le coppie di sposi che quest’anno 2025 hanno celebrato un anniversario significativo delle loro nozze sono invitate a comunicarlo ai sacerdoti in sacrestia in vista della celebrazione comunitaria di Domenica 14 Dicembre ore 11.30 in Pieve. Le coppie che lo desiderano possono poi fermarsi a pranzo insieme al Centro Giovanile.

Catechesi del Papa: Gesù Cristo nostra speranza.

IV. La Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale.

5. Spiritualità pasquale ed ecologia integrale

Stiamo riflettendo, in questo Anno giubilare dedicato alla speranza, sul rapporto fra la Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale, ossia le nostre sfide. Talvolta anche a noi Gesù, il Vivente, vuole chiedere: «Perché piangi? Chi cerchi?». Le sfide, infatti, non si possono affrontare da soli e le lacrime sono un dono di vita quando purificano i nostri occhi e liberano il nostro sguardo.

L’evangelista Giovanni suggerisce alla nostra attenzione un dettaglio che non troviamo negli altri Vangeli: piangendo vicino alla tomba vuota, la Maddalena non riconobbe subito Gesù risorto, ma pensò che fosse il custode del giardino. In effetti, già narrando la sepoltura di Gesù, al tramonto del venerdì santo, il testo era molto preciso: «Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù» (Gv 19,40-41).

Termina così, nella pace del sabato e nella bellezza di un giardino, la drammatica lotta fra tenebre e luce scatenatasi col tradimento, l’arresto, l’abbandono, la condanna, l’umiliazione e l’uccisione del Figlio, che «avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine» (Gv 13,1). Coltivare e custodire il giardino è il compito originario (cfr Gen 2,15) che Gesù ha portato a compimento. La sua ultima parola sulla croce – «È compiuto» (Gv 19,30) – invita ciascuno a ritrovare lo stesso compito, il suo compito. Per questo, «chinato il capo, consegnò lo spirito» (v. 30).

Cari fratelli e sorelle, Maria Maddalena, allora, non sbagliò del tutto, credendo di incontrare il custode del giardino! Doveva, in effetti, riascoltare il proprio nome e comprendere il proprio compito dall’Uomo nuovo, quello che in un altro testo giovanneo dice: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5). Papa Francesco, con l’Enciclica Laudato si’, ci ha indicato l’estrema necessità di uno sguardo contemplativo: se non è custode del giardino, l’essere umano ne diventa devastatore. La speranza cristiana, dunque, risponde alle sfide cui oggi l’intera umanità è esposta sostando nel giardino in cui il Crocifisso è stato deposto come un seme, per risorgere e portare molto frutto.

Il Paradiso non è perduto, ma ritrovato. La morte e la risurrezione di Gesù, così, sono fondamento di una spiritualità dell’ecologia integrale, fuori dalla quale le parole della fede restano senza presa sulla realtà e le parole delle scienze rimangono fuori dal cuore. «La cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza» (Laudato si’, 111).

Per questo, parliamo di una conversione ecologica, che i cristiani non possono separare da quell’inversione di rotta che seguire Gesù richiede loro. Ne è segno il voltarsi di Maria, in quel mattino di Pasqua: solo di conversione in conversione passiamo da questa valle di lacrime alla Gerusalemme nuova. Tale passaggio, che inizia nel cuore ed è spirituale, modifica la storia, ci impegna pubblicamente, attiva solidarietà che fin d’ora proteggono persone e creature dalle brame dei lupi, nel nome e in forza dell’Agnello Pastore.

Così, i figli e le figlie della Chiesa possono oggi incontrare milioni di giovani e di altri uomini e donne di buona volontà che hanno ascoltato il grido dei poveri e della terra lasciandosene toccare il cuore. Sono molte anche le persone che desiderano, attraverso un più diretto rapporto col creato, una nuova armonia che le porti oltre tante lacerazioni. D’altra parte, ancora «i cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia. Senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce, per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e ai confini del mondo il loro messaggio» (Sal 18,1-4).

Lo Spirito ci dia la capacità di ascoltare la voce di chi non ha voce. Vedremo, allora, ciò che ancora gli occhi non vedono: quel giardino, o Paradiso, cui andiamo incontro soltanto accogliendo e portando a compimento ciascuno il proprio compito.

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