Domenica 3 Gennaio

Pieve:   alla Santa Messa delle ore 8.00 ricordiamo i defunti: Gina Livia Vichi vedova Panchetti, Giovanna Toccafondi vedova Torrini, Antonia Gennai vedova Panchetti, Giuseppina Vestri, Silvano Soriani.

Santuario:   Ostensione del SS. Crocifisso che rimarrà esposto fino al termine della Santa Messa delle ore 10.30 di Mercoledì 6 Gennaio, poiché fino al 1743 la festa del SS. Crocifisso era celebrata per l’Epifania del Signore.

Martedì 5 Gennaio

La Santa Messa prefestiva dell’Epifania è celebrata alle ore 18.00 al Santuario.

Cappella della Misericordia: ore 21.00 Santa Messa per i fratelli e sorelle viventi e defunti della Confraternita.

Mercoledì 6 GennaioEpifania del Signore

Gli orari e i luoghi delle celebrazioni sono quelli festivi.

La Santa Messa delle ore 18.00 è celebrata in Pieve.

Sabato 9 Gennaio

Pieve ore 10.30 Incontro di preghiera per i ragazzi del Catechismo di IV Elementare

Pieve ore 15.30 Santa Messa per i ragazzi del Catechismo di I Media

Domenica 10 Gennaio

Pieve ore 15.00 Alessandro Grossi e Tamara Awwad celebrano il Sacramento del Matrimonio

NB: La Santa Messa Vespertina della Domenica continua ad essere celebrata in Pieve.

Indicazioni formative sulla celebrazione eucaristica e sulla nuova traduzione del Messale Romano

Presentazione dei doni

Dopo avere visto i Riti di Introduzione e la Liturgia della Parola, affronteremo in queste domeniche il momento centrale della Messa, la Liturgia Eucaristica, parlando delle tre parti in cui essa è articolata: la Presentazione dei doni, la Preghiera eucaristica ed i Riti di comunione.

Oggi ci soffermeremo sulla Presentazione dei doni. In questa prima parte della Liturgia Eucaristica “si portano all’altare i doni, che diventeranno il Corpo e il Sangue di Cristo” (OGMR 73). Nel pane e nel vino, che rappresentano gli elementi basilari della nostra alimentazione, vogliamo sintetizzare tutte le nostre richieste e le nostre preghiere che offriamo a Dio, compiendo così il vero “offertorio”, unendo la nostra vita all’offerta che Gesù compie di sé al Padre. È un momento molto importante dove possiamo mettere sull’altare, in quel pane e in quel vino, tutto ciò che portiamo nel cuore presentandolo a Dio attraverso l’intercessione del Signore nella grazia dello Spirito Santo. È bene evitare di sfruttare questo momento per evidenziare altri segni, che magari possono essere portati più opportunamente durante la processione di ingresso, perché solo pane e vino diventeranno Corpo e Sangue di Cristo ed in essi viene sintetizzato davvero ogni “frutto della terra e del lavoro dell’uomo” (come recita la preghiera del presbitero che accompagna la presentazione dei doni a Dio).

Questo momento può essere accompagnato da un canto, che dovrebbe sempre riprendere il tema dell’offerta, e può essere articolato con una processione composta dai fedeli che portano le ostie ed il vino all’altare o svolto in maniera più semplice dalla credenza laterale da parte dei ministri.

Per provvedere alle necessità dei più bisognosi e della chiesa stessa, nel momento della presentazione dei doni si possono raccogliere delle offerte in denaro che verranno deposte in un luogo adatto – escludendo chiaramente la mensa dell’altare riservata ai doni per l’eucaristia – in modo da esprimere un’attenzione concreta, da parte dei presenti, verso le situazioni che necessitano di un aiuto economico. Sin dall’antichità il rito liturgico è stato caratterizzato dal prendersi cura di queste realtà.

Alla presentazione dei doni per l’eucaristia a Dio, il presbitero può fa seguire l’incensazione – come segno di offerta, di purificazione e di preghiera – dei doni stessi, dell’altare, della croce, dei ministri ordinati e di tutta l’assemblea, segni della presenza del Signore in mezzo a noi.

Segue il rito del lavabo con cui il celebrante si lava le mani: se una volta questo era un gesto necessario, per motivi funzionali (talvolta si portavano all’altare anche doni concreti per il bisogno dei poveri che il presbitero deponeva ai piedi dell’altare), oggi esprime il desiderio di una purificazione interiore e spirituale, sempre necessaria per tutti.

Il celebrante ci invita alla preghiera con le parole “Pregate fratelli e sorelle…” e contemporaneamente ci invita ad alzarci in piedi, posizione di chi è pronto a rivolgersi nella preghiera verso il Signore. L’assemblea risponde “Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa”.

Il presbitero continua con una preghiera, l’orazione sulle offerte, che esprime sempre il senso del dono e dell’offerta a Dio. La celebrazione continua poi con la preghiera eucaristica, ma di questo parleremo domenica prossima.