I DOMENICA DI QUARESIMA

Domenica 22 Febbraio

Pieve: alla Santa Messa delle 8.00, ricordiamo Francesco Scavalli (Via del Pozzino,36), Vita Avallone vedova Glielmi (Luco di Mugello), Nicoletta Niccoli in Mancini (Via Benedetto Croce, 12/A), Alfredo Valecchi (Via 30 Dicembre 1943, 7), Annunziata Tagliaferri vedova Bugli (Via Sagginalese 4).

San Giovanni: alla Santa Messa delle 9.30, partecipano i Bambini di IV Primaria e di I Media che poi si trattengono per il loro incontro.

Pieve: alla Santa Messa delle 10.00, partecipano i Bambini di IV Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

Santuario: alla Santa Messa delle 10.30, partecipano i Ragazzi di V Primaria e di I Media che poi si trattengono per il loro incontro.

Lunedì 23 Febbraio

Cappellina al primo piano del Centro Giovanile: ore 21.00, Breve Momento di Preghiera a cura del Gruppo Giovani. (Ogni Lunedì di Quaresima; si invita a portare un dono per le famiglie bisognose. Questa volta LATTE UHT).  

Martedì 24 Febbraio

Centro Giovanile: ore 19.30 Incontro dei Giovanissimi del post Cresima 2012.

Mercoledì 25 Febbraio

Famiglia Macina, Via Calamandrei, 7: ore 21.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Famiglia Francesca Franchi, Via Caiani, 29: ore 21.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Giovedì 26 Febbraio

Sede della Misericordia: ore 18.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Famiglia Giovanni Borelli, Piazza Dante, 42: ore 21.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Venerdì 27 Febbraio

Santuario: ore 17.00, VIA CRUCIS.

Piazzano: ore 21.15, Celebrazione del Cammino verso la Pasqua con San Francesco d’Assisi. LA FRATERNITA’ UNIVERSALE.

Sabato 28 Febbraio

Santuario: ore 17.00, all’inizio della Santa Messa, Ostensione del Santissimo Crocifisso.

Domenica 1 Marzo

San Giovanni: alla Santa Messa delle 9.30, partecipano i Bambini di III Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

Pieve: alla Santa Messa delle 10.00, partecipano i Bambini di III Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

Santuario: al termine della Santa Messa delle 10.30, “Velatio” del Santissimo Crocifisso.

Figliano: ore 15.00, Incontro di Formazione per Educatori dei Campiscuola.

Pieve: ore 16.00, Dalia Viceconte riceve il Battesimo.

San Cresci: ore 17.00, Lucrezia Zuffanelli riceve il Battesimo.

Sala Parrocchiale della Pieve: ore 16.30, Incontro di Catechesi per i Fidanzati in preparazione al Matrimonio.

BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE 2026

Lunedì 23: Via Don Minzoni – Via Trento – Largo L. Chini – Via Lapi.

Martedì 24: Via di Rabatta – Via dell’Edilizia – Via del Progresso – Via L. Grassi – Via Martiri del Lavoro – Via dell’Artigianato – Via F. da Rabatta.

Mercoledì 25: Villa Martini, Località Rabatta – Rimorelli – Poggio Secco.

Giovedì 26: Via E. Mattei e Villa Ripa – Via A. Barducci – Via P. Gobetti – Via Ripa.

Venerdì 27: La Brocchi – Canicce – Le Lazze – Larciano – Via Faltona.

Lunedì 2 Marzo

Santuario e Centro Giovanile: dalle 19.00 alle 22.00, Assemblea Vicariale aperta a tutti.

È la seconda tappa di un cammino che coinvolge tutta la Diocesi. Le tappe di quest’anno pastorale sono tre e ruotano attorno al tema della corresponsabilità nella Chiesa, declinato secondo questi tre momenti:

  1. il fondamento: i ministeri nella chiesa missionaria-sinodale (nell’assemblea diocesana di Settembre 2025).
  2. lo stile: servire per amore (nelle assemblee vicariali di marzo).
  3. la finalità: edificare insieme la Chiesa (nell’assemblea diocesana di Maggio).

SALVADANAI DELLA CARITÀ

In Pieve è possibile ritirare il salvadanaio della carità da riconsegnare al termine della Quaresima. Il ricavato verrà usato per opere di bene.

CATECHESI DEL PAPA

I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium.

1. Il mistero della Chiesa, sacramento dell’unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano

Il Concilio Vaticano II, ai cui documenti stiamo dedicando le catechesi, quando ha voluto descrivere la Chiesa si è anzitutto preoccupato di spiegare da dove essa tragga la sua origine. Per farlo, nella Costituzione dogmatica Lumen gentium, approvata il 21 novembre 1964, ha attinto dalle Lettere di San Paolo il termine “mistero”. Scegliendo tale vocabolo non ha voluto dire che la Chiesa è qualcosa di oscuro o di incomprensibile, come a volte comunemente si pensa quando si sente pronunciare la parola “mistero”. Esattamente il contrario: infatti, quando San Paolo utilizza, soprattutto nella Lettera agli Efesini, tale parola, egli vuole indicare una realtà che prima era nascosta e ora è stata rivelata.

Si tratta del disegno di Dio che ha uno scopo: unificare tutte le creature grazie all’azione riconciliatrice di Gesù Cristo, azione che si è attuata nella sua morte in croce. Questo si sperimenta prima di tutto nell’assemblea riunita per la celebrazione liturgica: lì le diversità sono relativizzate, ciò che conta è trovarsi insieme perché attratti dall’Amore di Cristo, che ha abbattuto il muro di separazione tra persone e gruppi sociali (cfr Ef 2,14). Per San Paolo il mistero è la manifestazione di quanto Dio ha voluto realizzare per l’umanità intera e si fa conoscere in esperienze locali, che gradualmente si dilatano fino a includere tutti gli esseri umani e perfino il cosmo.

La condizione dell’umanità è una frantumazione che gli esseri umani non sono in grado di riparare, benché la tensione verso l’unità abiti il loro cuore. In questa condizione si inserisce l’azione di Gesù Cristo, il quale, mediante lo Spirito Santo, vince le forze della divisione e il Divisore stesso. Trovarsi insieme a celebrare, avendo creduto all’annuncio del Vangelo, è vissuto come attrazione esercitata dalla croce di Cristo, che è la manifestazione suprema dell’amore di Dio; è sentirsi convocati insieme da Dio: per questo si usa il termine ekklesía, cioè assemblea di persone che riconoscono di essere convocate. Sicché vi è una certa coincidenza tra questo mistero e la Chiesa: la Chiesa è il mistero reso percepibile.

Questa convocazione, proprio perché è attuata da Dio, non può tuttavia limitarsi a un gruppo di persone, ma è destinata a diventare esperienza di tutti gli esseri umani. Perciò il Concilio Vaticano II, all’inizio della Costituzione Lumen gentium, afferma così: «La Chiesa è, in Cristo, in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» (n. 1). Con l’impiego del termine “sacramento” e la conseguente spiegazione, si vuole indicare che la Chiesa è nella storia dell’umanità espressione di quanto Dio vuol realizzare; per cui, guardando ad essa, si coglie in qualche misura il disegno di Dio, il mistero: in questo senso la Chiesa è segno. Inoltre, al termine “sacramento” si aggiunge anche quello di “strumento”, proprio per indicare che la Chiesa è un segno attivo. Infatti, quando Dio opera nella storia coinvolge nella sua attività le persone che sono destinatarie della sua azione. È mediante la Chiesa che Dio raggiunge l’obiettivo di unire a sé le persone e di riunirle tra di loro.

L’unione con Dio trova il suo riflesso nell’unione delle persone umane. È questa l’esperienza di salvezza. Non a caso nella Costituzione Lumen gentium al capitolo VII, dedicato all’indole escatologica della Chiesa pellegrinante, al n. 48, si utilizza di nuovo la descrizione della Chiesa come sacramento, con la specificazione “di salvezza”: «E invero il Cristo – dice il Concilio –, quando fu levato in alto da terra, attirò tutti a sé (cfr Gv 12,32 gr.); risorgendo dai morti (cfr Rm 6,9) immise negli apostoli il suo Spirito vivificatore, e per mezzo di Lui costituì il suo corpo, che è la Chiesa, quale sacramento universale della salvezza; assiso alla destra del Padre, opera continuamente nel mondo per condurre gli uomini alla Chiesa e, attraverso di essa, congiungerli più strettamente a sé e renderli partecipi della sua vita gloriosa col nutrimento del proprio corpo e del proprio sangue».

Questo testo permette di capire il rapporto tra l’azione unificatrice della Pasqua di Gesù, che è mistero di passione, morte e risurrezione, e l’identità della Chiesa. Nel contempo esso ci rende grati di appartenere alla Chiesa, corpo di Cristo risorto e unico popolo di Dio pellegrinante nella storia, che vive come presenza santificatrice in mezzo a un’umanità ancora frantumata, quale segno efficace di unità e riconciliazione tra i popoli.

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