Domenica 21 Marzo

Pieve: alla Santa Messa delle ore 8.00 ricordiamo i parrocchiani defunti Mario Modi (Via Faentina, 23); Milena Talani vedova Cecchi (Viale IV Novembre, 83); Elio Panchetti (Sagginale); Saverio Fazio (Piazza Martiri della Libertà, 5); Adriano Borgioli (Valdastra); Irene Nella Caporicci vedova Giovannini (Via Gobetti, 16).

Pieve alla Santa Messa delle ore 11.30 Terzo Scrutinio della catecumena Linda col Vangelo di Lazzaro.

Pieve ore 16.00 Augusto Lisi riceve il Santo Battesimo.

San Cresci ore 17.00 nella Pieve Ora di Adorazione Eucaristica a cura del Cenacolo di Elia.

Mercoledì 24 Marzo

Pieve ore 21.15 in diretta streaming sulla pagina di facebook del’Unità Pastorale di Borgo San Lorenzo: Santo Rosario.

Giovedì 25 Marzo

Solennità dell’Annunciazione del Signore

Pieve ore 7.45 Lodi; ore 8.00 Santa Messa.

Pieve alla Santa Messa delle ore 18.00 consegna del Padre nostro alla nostra catecumena Linda.

Venerdì 26 Marzo

Santuario ore 17.00 Via Crucis; ore 18.00 Santa Messa.

Sabato 27 Marzo

Pieve ore 10.30 Incontro di preghiera per i ragazzi del Catechismo di V Elementare.

Pieve ore 15.30 Santa Messa per i ragazzi del Catechismo di III Elementare

N.B. Le Confessioni saranno in Sant’Omobono dalle ore 9.30 alle ore 12.00.

Domenica 28 Marzo

Domenica delle Palme

Quest’anno per l’olivo benedetto si devono seguire queste indicazioni: chi se lo può procurare viene alla Santa Messa con il suo ramoscello senza però distribuirlo ad altre persone. Ognuno, comunque, riceverà un ramoscello d’olivo che verrà consegnato personalmente durante la Celebrazione.

La benedizione e la distribuzione dell’olivo verranno fatte a tutte le Sante Messe del Sabato e della Domenica che non subiscono variazioni di orario.

In questa Domenica si riconsegnano i salvadanai della carità.

Pieve ore 15.00 Greta Sorrentino riceve il Santo Battesimo.

Centro Giovanile ore 16.30 incontro coi fidanzati che si preparano al Matrimonio.

I NOSTRI PASSI VERSO LA PASQUA CON IL VANGELO DELLA DOMENICA

Ogni Venerdì sulla pagina Facebook dell’Unità Pastorale alle ore 21.15 un sacerdote a turno del nostro Vicariato del Mugello terrà una Catechesi sul Vangelo della Domenica successiva.

Venerdì 26 Marzo don Luca Mazzinghi, parroco di Bivigliano, parlerà sul racconto evangelico della Passione secondo Marco.

PATRIS CORDE

Continuiamo la pubblicazione della Lettera Apostolica PATRIS CORDE (Con cuore di padre) di Papa Francesco in occasione del 150° anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa Universale.

4. Padre nell’accoglienza

Giuseppe accoglie Maria senza mettere condizioni preventive. Si fida delle parole dell’Angelo. «La nobiltà del suo cuore gli fa subordinare alla carità quanto ha imparato per legge; e oggi, in questo mondo nel quale la violenza psicologica, verbale e fisica sulla donna è evidente, Giuseppe si presenta come figura di uomo rispettoso, delicato che, pur non possedendo tutte le informazioni, si decide per la reputazione, la dignità e la vita di Maria. E nel suo dubbio su come agire nel modo migliore, Dio lo ha aiutato a scegliere illuminando il suo giudizio».

Tante volte, nella nostra vita, accadono avvenimenti di cui non comprendiamo il significato. La nostra prima reazione è spesso di delusione e ribellione. Giuseppe lascia da parte i suoi ragionamenti per fare spazio a ciò che accade e, per quanto possa apparire ai suoi occhi misterioso, egli lo accoglie, se ne assume la responsabilità e si riconcilia con la propria storia. Se non ci riconciliamo con la nostra storia, non riusciremo nemmeno a fare un passo successivo, perché rimarremo sempre in ostaggio delle nostre aspettative e delle conseguenti delusioni.

La vita spirituale che Giuseppe ci mostra non è una via che spiega, ma una via che accoglie. Solo a partire da questa accoglienza, da questa riconciliazione, si può anche intuire una storia più grande, un significato più profondo. Sembrano riecheggiare le ardenti parole di Giobbe, che all’invito della moglie a ribellarsi per tutto il male che gli accade risponde: «Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?» (Gb 2,10).

Giuseppe non è un uomo rassegnato passivamente. Il suo è un coraggioso e forte protagonismo. L’accoglienza è un modo attraverso cui si manifesta nella nostra vita il dono della fortezza che ci viene dallo Spirito Santo. Solo il Signore può darci la forza di accogliere la vita così com’è, di fare spazio anche a quella parte contraddittoria, inaspettata, deludente dell’esistenza.

La venuta di Gesù in mezzo a noi è un dono del Padre, affinché ciascuno si riconcili con la carne della propria storia anche quando non la comprende fino in fondo.

Come Dio ha detto al nostro Santo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere» (Mt 1,20), sembra ripetere anche a noi: “Non abbiate paura!”. Occorre deporre la rabbia e la delusione e fare spazio, senza alcuna rassegnazione mondana ma con fortezza piena di speranza, a ciò che non abbiamo scelto eppure esiste. Accogliere così la vita ci introduce a un significato nascosto. La vita di ciascuno di noi può ripartire miracolosamente, se troviamo il coraggio di viverla secondo ciò che ci indica il Vangelo. E non importa se ormai tutto sembra aver preso una piega sbagliata e se alcune cose ormai sono irreversibili. Dio può far germogliare fiori tra le rocce. Anche se il nostro cuore ci rimprovera qualcosa, Egli «è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa» (1 Gv 3,20).

Torna ancora una volta il realismo cristiano, che non butta via nulla di ciò che esiste. La realtà, nella sua misteriosa irriducibilità e complessità, è portatrice di un senso dell’esistenza con le sue luci e le sue ombre. È questo che fa dire all’apostolo Paolo: «Noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio» (Rm 8,28). E Sant’Agostino aggiunge: «anche quello che viene chiamato male (etiam illud quod malum dicitur)». In questa prospettiva totale, la fede dà significato ad ogni evento lieto o triste.

Lungi da noi allora il pensare che credere significhi trovare facili soluzioni consolatorie. La fede che ci ha insegnato Cristo è invece quella che vediamo in San Giuseppe, che non cerca scorciatoie, ma affronta “ad occhi aperti” quello che gli sta capitando, assumendone in prima persona la responsabilità.

L’accoglienza di Giuseppe ci invita ad accogliere gli altri, senza esclusione, così come sono, riservando una predilezione ai deboli, perché Dio sceglie ciò che è debole (cfr 1 Cor 1,27), è «padre degli orfani e difensore delle vedove» (Sal 68,6) e comanda di amare lo straniero. Voglio immaginare che dagli atteggiamenti di Giuseppe Gesù abbia preso lo spunto per la parabola del figlio prodigo e del padre misericordioso (cfr Lc 15,11-32).