COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Domenica 2 Novembre

Pieve: alla Santa Messa delle 8.00 ricordiamo: Antonio Cantini (Viale della Resistenza, 31).

Cimitero della Misericordia: ore 10.00, Santa Messa e Benedizione delle Tombe. N.B. Non viene celebrata la Santa Messa delle 10.00 in Pieve.

Santuario: al termine della Santa Messa delle 10.30, “Velatio” del Santissimo Crocifisso.

Cimitero Comunale: ore 15.00, Santa Messa e Benedizione delle Tombe.

I luoghi e gli orari delle altre Sante Messe rimangono invariati come ogni Domenica.

Martedì 4 Novembre

Cappella della Misericordia: dalle 12.00, Ostensione della Croce Giubilare. 

Ore 18.00, Santo Rosario. Ore 21.00, Santa Messa. 

Centro Giovanile: ore 19.30, Incontro del post Cresima per i Giovanissimi del 2012.

Santuario: ore 21.00, Incontro di Formazione per Ministri Straordinari della Comunione e per quanti prestano servizio nella Liturgia. “Storia e Struttura della Messa”. Relatore don Roberto Gulino, Direttore dell’Ufficio Liturgico.

Mercoledì 5 Novembre

Centro Giovanile: ore 19.30, Incontro del post Cresima per i Giovanissimi del 2013.

Giovedì 6 Novembre

Pieve: ore 18.00, Santa Messa celebrata da don Nidhin che conclude il suo ministero pastorale a Borgo.

Pieve: ore 19.00, Riunione del Consiglio Pastorale.

Venerdì 7 Novembre

San Giovanni Maggiore: Insieme per la Pace, dalle 14.00 alle 21.00, preghiera silenziosa con esposizione eucaristica.

Sant’Omobono: ore 17.00, Conversazione su “La canzone inglese da Elisabetta I a Elisabetta II” a cura dell’Associazione Homme Armé e a seguire Concerto con Marta Fumagalli, voce, e G.L. Lastraioli, liuto.

Famiglia Macina, Via Calamandrei, 7: ore 21.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Santuario di Santa Verdiana a Castelfiorentino: ore 21.00, Santa Messa presieduta da Mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze per l’ingresso come Parroco di don Leonardo Tarchi.

Sabato 8 Novembre

Centro Giovanile: ore 15.30, GRIM Invernale. 

Domenica 9 Novembre

Pieve: ore 10.00, alla Santa Messa partecipano i Bambini di Quarta Primaria che poi si trattengono per l’incontro di Catechismo.

Sant’Omobono: ore 10.30, Incontro di Catechismo per i Bambini di Terza Primaria.

Santuario: ore 10.30, alla Santa Messa partecipano i ragazzi di Quinta Primaria che poi si trattengono per il loro incontro. Partecipano pure i Ragazzi di Prima Media.

San Giovanni Maggiore: ore 10.30, Incontro di Catechismo per i Bambini di Terza e Quarta Primaria.

San Giovanni Maggiore: ore 15.00 Santa Messa in Pieve e Benedizione del Cimitero. N.B. Non viene celebrata la Santa Messa delle 9.30.

Pieve: ore 16.30, Megan Malollari riceve il Battesimo.

Cattedrale di Santa Maria del Fiore: ore 17.00, Ordinazione Diaconale di Luca D’Orazio e Jenson Jose per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Monsignor Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze.

N.B. Chi vuol lasciare un pensiero per i due novelli diaconi può passare dal bar del Centro Giovanile dalle 16 alle 19.

Catechesi del Papa: Gesù Cristo nostra speranza.

IV. La Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale.

1. Il Risorto, fonte viva della speranza umana


Nelle catechesi dell’Anno giubilare, fino a questo momento, abbiamo ripercorso la vita di Gesù seguendo i Vangeli, dalla nascita alla morte e risurrezione. Così facendo, il nostro pellegrinaggio nella speranza ha trovato il suo fondamento saldo, la sua via sicura. Ora, nell’ultima parte del cammino, lasceremo che il mistero di Cristo, culminante nella Risurrezione, sprigioni la sua luce di salvezza a contatto con la realtà umana e storica attuale, con le sue domande e le sue sfide.

La nostra vita è scandita da innumerevoli accadimenti, colmi di sfumature e di vissuti differenti. A volte ci sentiamo gioiosi, altre volte tristi, altre ancora appagati, oppure stressati, gratificati o demotivati. Viviamo indaffarati, ci concentriamo per raggiungere risultati, arriviamo a conseguire traguardi anche alti, prestigiosi. Viceversa, restiamo sospesi, precari, in attesa di successi e riconoscimenti che tardano ad arrivare o non arrivano affatto. Insomma, ci troviamo a sperimentare una situazione paradossale: vorremmo essere felici, eppure è molto difficile riuscire a esserlo in modo continuativo e senza ombre. Facciamo i conti con il nostro limite e, allo stesso tempo, con l’insopprimibile spinta a tentare di superarlo. Sentiamo nel profondo che ci manca sempre qualcosa.

In verità, non siamo stati creati per la mancanza, ma per la pienezza, per gioire della vita e della vita in abbondanza, secondo l’espressione di Gesù nel Vangelo di Giovanni (cfr 10,10).

Questo desiderio abissale del nostro cuore può trovare la sua risposta ultima non nei ruoli, non nel potere, non nell’avere, ma nella certezza che c’è qualcuno che si fa garante di questo slancio costitutivo della nostra umanità; nella consapevolezza che questa attesa non sarà delusa o vanificata. Tale certezza coincide con la speranza. Ciò non vuol dire pensare in modo ottimistico: spesso l’ottimismo ci delude, vede implodere le nostre attese, mentre la speranza promette e mantiene.

Sorelle e fratelli, Gesù Risorto è la garanzia di questo approdo! È Lui la fonte che soddisfa la nostra arsura, l’infinita sete di pienezza che lo Spirito Santo infonde nel nostro cuore. La Risurrezione di Cristo, infatti, non è un semplice accadimento della storia umana, ma l’evento che l’ha trasformata dall’interno.

Pensiamo a una fonte d’acqua. Quali sono le sue caratteristiche? Disseta e rinfresca le creature, irrora la terra, le piante, rende fertile e vivo ciò che altrimenti resterebbe arido. Dà ristoro al viandante stanco offrendogli la gioia di un’oasi di freschezza. Una fonte appare come un dono gratuito per la natura, per le creature, per gli esseri umani. Senza acqua non si può vivere.

Il Risorto è la fonte viva che non inaridisce e non subisce alterazioni. Resta sempre pura e pronta per chiunque abbia sete. E tanto più gustiamo il mistero di Dio, tanto più ne siamo attratti, senza mai restare completamente saziati. Sant’Agostino, nel decimo Libro delle Confessioni, coglie proprio questo inesauribile anelito del nostro cuore e lo esprime nel celebre Inno alla bellezza: «Effondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace» (X, 27, 38).

Gesù, con la sua Risurrezione, ci ha assicurato una permanente fonte di vita: Egli è il Vivente (cfr Ap 1,18), l’amante della vita, il vittorioso su ogni morte. Perciò è in grado di offrirci ristoro nel cammino terreno e assicurarci la quiete perfetta nell’eternità. Solo Gesù morto e risorto risponde alle domande più profonde del nostro cuore: c’è davvero un punto di arrivo per noi? Ha senso la nostra esistenza? E la sofferenza di tanti innocenti, come potrà essere riscattata?

Gesù Risorto non fa calare una risposta “dall’alto”, ma si fa nostro compagno in questo viaggio spesso faticoso, doloroso, misterioso. Solo Lui può riempire la nostra borraccia vuota, quando la sete si fa insopportabile.

Ed Egli è anche il punto di arrivo del nostro andare. Senza il suo amore, il viaggio della vita diventerebbe un errare senza meta, un tragico errore con una destinazione mancata. Siamo creature fragili. L’errore fa parte della nostra umanità, è la ferita del peccato che ci fa cadere, rinunciare, disperare. Risorgere significa invece rialzarsi e mettersi in piedi. Il Risorto garantisce l’approdo, ci conduce a casa, dove siamo attesi, amati, salvati. Fare il viaggio con Lui accanto significa sperimentare di essere sorretti nonostante tutto, dissetati e rinfrancati nelle prove e nelle fatiche che, come pietre pesanti, minacciano di bloccare o deviare la nostra storia.

Carissimi, dalla Risurrezione di Cristo sgorga la speranza che ci fa pregustare, nonostante la fatica del vivere, una quiete profonda e gioiosa: quella pace che Lui solo ci potrà donare alla fine, senza fine.

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