SANTISSIMA TRINITA’
Domenica 15 Giugno
Pieve: alla Santa Messa delle 8.00 ricordiamo Armando Pacini (Via Faentina, 10 – Panicaglia), Luana Venturini in Marrani (Via Landi, 4), Romano Pieri (Via Allende, 27), Franco Righini (RSA GIOTTO).
Centro Giovanile: Insieme Party…amo: Domenica in compagnia dove l’amicizia, i sorrisi e la gioia di stare insieme non mancheranno.
Programma: ore 10,30 Santa Messa al Santuario; dopo, tombola con tanti premi. Ore 13.00 Pranziamo insieme e poi pomeriggio con canti e musica dal vivo.
Lunedì 16 Giugno
Figliano: inizia il Camposcuola per i Bambini di Quarta Primaria.
Pieve: ore 21.00, Concerto dell’Orchestra da Camera Fiorentina. Direttore: Giuseppe Lanzetta. Pianoforte: Fernando Diaz. Tromba: Marcello Nesi. Musica dal grande schermo. Ingresso libero.
Giovedì 19 Giugno Corpus Domini
Pieve: ore 21.00 Santa Messa celebrata da don Giovanni Luigi Santoro, prete novello, e a seguire Processione Eucaristica con il seguente itinerario: Via San Francesco, Piazza del Mercato, Via degli Argini, Piazza San Giovanni Bosco, Ponte Rosso, Via Marconi, Cristo Re, Viale della Repubblica, Via Piazza Dante (lato est), Via Giovanni Della Casa, Piazza Gramsci, Piazza Curtatone e Montanara, Via del Canto, Piazza del Mercato, Via San Francesco, Pieve.
Al termine, Benedizione Eucaristica.
Sono invitati a partecipare tutti: le Parrocchie dell’Unità Pastorale, tutti i laici, le religiose, la Compagnia del Santissimo Crocifisso, la Misericordia, il gruppo Fratres, l’Ordine Francescano Secolare, l’UNITALSI, gli Scout, i Ministri straordinari della Comunione, i Bambini e le Bambine che hanno ricevuto la Prima Comunione con il loro abito bianco e che non sono al campo scuola a Figliano, il gruppo Alpini, i Carabinieri in congedo.
P.S. Non viene celebrata la Santa Messa delle 18.00.
Sabato 21 Giugno
San Cresci: ore 10.00, Giovanni Alessi e Alexia Rossi celebrano il Sacramento del Matrimonio.
Martedì 24 Giugno
San Giovanni Maggiore: ore 19.00, Santa Messa nella festa del Titolare della Pieve. Al termine, rinfresco
QUATTRO RUOTE PER AIUTARE.
La Caritas parrocchiale di Borgo unitamente alla Fondazione “Il cuore si scioglie ” ha organizzato una raccolta fondi finalizzata all’acquisto di un automezzo furgonato usato. Chi ci vuole aiutare può donare a propria scelta o collegandosi al link https://www.eppela.com/quattroruote
oppure tramite bonifico bancario al conto corrente dedicato – IT 39 U083 2537 7510 0000 0041 360 – intestato a Parrocchia SAN LORENZO A BORGO SAN LORENZO causale: crowdfunding “Quattroruote per aiutare” su Eppela.
Donate ciò che potete vi ringrazieremo e ricordiamoci che INSIEME SI PUÒ. GRAZIE
È in programma per il 14 Ottobre 2025 un PELLEGRINAGGIO GIUBILARE ALLA BASILICA DI SAN PIETRO A ROMA
Prenotazioni da Martedì 02/09/2025 presso l’Associazione Non Solo Giovani all’interno del Centro Giovanile – Corso Matteotti 216 – orario: Martedì dalle 10:00 alle 12:00; Venerdì dalle 17:00 alle 19:00.
Catechesi del Papa – Giubileo 2025 Gesù Cristo nostra speranza.
II. La vita di Gesù. Le parabole.
9. Bartimeo. «Coraggio! Alzati, ti chiama!» (Mc 10,49)
Cari fratelli e sorelle,
con questa catechesi vorrei portare il nostro sguardo su un altro aspetto essenziale della vita di Gesù, cioè sulle sue guarigioni. Per questo vi invito a mettere davanti al Cuore di Cristo le vostre parti più doloranti o fragili, quei luoghi della vostra vita dove vi sentite fermi e bloccati. Chiediamo al Signore con fiducia di ascoltare il nostro grido e di guarirci!
Il personaggio che ci accompagna in questa riflessione ci aiuta a capire che non bisogna mai abbandonare la speranza, anche quando ci sentiamo perduti. Si tratta di Bartimeo, un uomo cieco e mendicante, che Gesù incontrò a Gerico (cfr Mc 10,40-52). Il luogo è significativo: Gesù sta andando a Gerusalemme, ma inizia il suo viaggio, per così dire, dagli “inferi” di Gerico, città che sta sotto il livello del mare. Gesù, infatti, con la sua morte, è andato a riprendere quell’Adamo che è caduto in basso e che rappresenta ognuno di noi.
Bartimeo significa “figlio di Timeo”: descrive quell’uomo attraverso una relazione, eppure lui è drammaticamente solo. Questo nome, però, potrebbe anche significare “figlio dell’onore” o “dell’ammirazione”, esattamente al contrario della situazione in cui si trova[1]. E poiché il nome è così importante nella cultura ebraica, vuol dire che Bartimeo non riesce a vivere ciò che è chiamato a essere.
A differenza poi del grande movimento di gente che cammina dietro a Gesù, Bartimeo è fermo. L’Evangelista dice che è seduto lungo la strada, dunque ha bisogno di qualcuno che lo rimetta in piedi e lo aiuti a riprendere il cammino.
Cosa possiamo fare quando ci troviamo in una situazione che sembra senza via d’uscita? Bartimeo ci insegna a fare appello alle risorse che ci portiamo dentro e che fanno parte di noi. Lui è un mendicante, sa chiedere, anzi, può gridare! Se desideri veramente qualcosa, fai di tutto per poterlo raggiungere, anche quando gli altri ti rimproverano, ti umiliano e ti dicono di lasciar perdere. Se lo desideri davvero, continua a gridare!
Il grido di Bartimeo, riportato dal Vangelo di Marco – «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!» (v. 47) – è diventato una preghiera assai nota nella tradizione orientale, che anche noi possiamo utilizzare: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore».
Bartimeo è cieco, ma paradossalmente vede meglio degli altri e riconosce chi è Gesù! Davanti al suo grido, Gesù si ferma e lo fa chiamare (cfr v. 49), perché non c’è nessun grido che Dio non ascolti, anche quando non siamo consapevoli di rivolgerci a lui (cfr Es 2,23). Sembra strano che, davanti a un uomo cieco, Gesù non vada subito da lui; ma, se ci pensiamo, è il modo per riattivare la vita di Bartimeo: lo spinge a rialzarsi, si fida della sua possibilità di camminare. Quell’uomo può rimettersi in piedi, può risorgere dalle sue situazioni di morte. Ma per fare questo deve compiere un gesto molto significativo: deve buttare via il suo mantello (cfr v. 50)!
Per un mendicante, il mantello è tutto: è la sicurezza, è la casa, è la difesa che lo protegge. Persino la legge tutelava il mantello del mendicante e imponeva di restituirlo alla sera, qualora fosse stato preso in pegno (cfr Es 22,25). Eppure, molte volte, quello che ci blocca sono proprio le nostre apparenti sicurezze, quello che ci siamo messi addosso per difenderci e che invece ci sta impedendo di camminare. Per andare da Gesù e lasciarsi guarire, Bartimeo deve esporsi a Lui in tutta la sua vulnerabilità. Questo è il passaggio fondamentale per ogni cammino di guarigione.
Anche la domanda che Gesù gli pone sembra strana: «Che cosa vuoi che io faccia per te?» (v. 51). Ma, in realtà, non è scontato che noi vogliamo guarire dalle nostre malattie, a volte preferiamo restare fermi per non assumerci responsabilità. La risposta di Bartimeo è profonda: usa il verbo anablepein, che può significare “vedere di nuovo”, ma che potremmo tradurre anche con “alzare lo sguardo”. Bartimeo, infatti, non vuole solo tornare a vedere, vuole ritrovare anche la sua dignità! Per guardare in alto, occorre rialzare la testa. A volte le persone sono bloccate perché la vita le ha umiliate e desiderano solo ritrovare il proprio valore.
Ciò che salva Bartimeo, e ciascuno di noi, è la fede. Gesù ci guarisce perché possiamo diventare liberi. Egli non invita Bartimeo a seguirlo, ma gli dice di andare, di rimettersi in cammino (cfr v. 52). Marco però conclude il racconto riferendo che Bartimeo prese a seguire Gesù: ha scelto liberamente di seguire colui che è la Via!
Cari fratelli e sorelle, portiamo con fiducia davanti a Gesù le nostre malattie, e anche quelle dei nostri cari, portiamo il dolore di quanti si sentono persi e senza via d’uscita. Gridiamo anche per loro, e siamo certi che il Signore ci ascolterà e si fermerà.
[1] È l’interpretazione data anche da Agostino ne Il consenso degli evangelisti, 2, 65, 125: PL 34, 1138.

