ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

Domenica 7 Settembre

Pieve: alla Santa Messa delle 8.00 ricordiamo: Carlotta Cesarini nei Brunetti (Via F. Pecori Giraldi, 31), Giuseppina Calamini vedova Rossi (Via di Salto, 4/A – Panicaglia), Gilberto Tarchi (Via Giovanni XXIII, 26).

Cimitero Comunale: ore 9.00, Santa Messa per tutti i Defunti.

Santuario: al termine della Santa Messa delle 10.30, “Velatio” del Santissimo Crocifisso.

Martedì 16 Settembre

Centro Giovanile: ore 19.00, Riunione del Consiglio Pastorale.

Sabato 20 Settembre

San Cresci: ore 15.30, Amedeo Ferrari e Natalia Nehme celebrano il Sacramento del Matrimonio.

Sala Comunale: ore 16.30, Convegno “Il protagonismo dei laici all’interno della storia della Chiesa nel Medioevo: le confraternite, con un focus sulla Compagnia de’ Neri di Borgo San Lorenzo”.

Domenica 21 Settembre

Pieve: la Santa Messa delle ore 10.00 è anticipata alle 9.45 nell’81° anniversario della Liberazione di Borgo.

PELLEGRINAGGIO VICARIALE A MONTESENARIO

Per chi vuole andare a piedi: ore 13.00, ritrovo al cimitero di Campomigliaio. Pranzo al sacco. Per chi viene con mezzi propri, ritrovo alle ore 16.00 alla Croce per salire al Santuario recitando il Rosario. Ore 17.00: Santa Messa nel Salone dei Sette Santi. Chi ha posti disponibili in auto lo dica ai sacerdoti così pure chi è sprovvisto di un mezzo.

Domenica 28 Settembre

Giornata della Fraternità a cura dell’UNITALSI

Centro Giovanile: ore 10.30 Santa Messa; ore 12.30 Pranzo; nel pomeriggio intrattenimento musicale e, al termine, Preghiera e Benedizione Eucaristica. Chi vuole partecipare o contribuire chiami Caterina 3345794462 o Marisa 3383207710

ASSEMBLEA DIOCESANA DI INIZIO ANNO

Cattedrale: a partire dalle 15.00 con la riflessione del Vescovo e il lavoro nei gruppi.  Alle 18.00, Santa Messa con mandato agli animatori pastorali. Per partecipare ai gruppi è necessario iscriversi a questo indirizzo: https://uqr.to/Assembleasettembre2025

Martedì 14 Ottobre

PELLEGRINAGGIO ALLA BASILICA DI SAN PIETRO A ROMA

Iscrizioni presso l’Associazione Non Solo Giovani all’interno del Centro Giovanile – Corso Matteotti 216; orario: Martedì dalle 10 alle 12; Venerdì dalle 17 alle 19.

ISCRIZIONI CATECHISMO 3° PRIMARIA

Le iscrizioni al Catechismo per i bambini della 3° Primaria si svolgono al Centro Giovanile questa settimana dal 15 al 20 Settembre. E’ affisso nell’ingresso del Centro Giovanile un cartellone per prenotarsi nel giorno ed orario ritenuti più comodi. Nel momento prescelto, l’iscrizione dovrà essere fatta da almeno un genitore ed è preferibile che sia presente anche il bambino per una conoscenza diretta. Se il figlio è stato battezzato in una chiesa che non fa parte dell’Unità Pastorale di Borgo, portare anche il certificato di Battesimo.

CATECHESI DEL PAPA: Gesù Cristo nostra speranza.

III. La Pasqua di Gesù. 6. La morte. «Gesù, dando un forte grido, spirò» (Mc 15,37)

Oggi contempliamo il vertice della vita di Gesù in questo mondo: la sua morte in croce. I Vangeli attestano un particolare molto prezioso, che merita di essere contemplato con l’intelligenza della fede. Sulla croce, Gesù non muore in silenzio. Non si spegne lentamente, come una luce che si consuma, ma lascia la vita con un grido: «Gesù, dando un forte grido, spirò» (Mc 15,37). Quel grido racchiude tutto: dolore, abbandono, fede, offerta. Non è solo la voce di un corpo che cede, ma il segno ultimo di una vita che si consegna.

Il grido di Gesù è preceduto da una domanda, una delle più laceranti che possano essere pronunciate: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». È il primo verso del Salmo 22, ma sulle labbra di Gesù assume un peso unico. Il Figlio, che ha sempre vissuto in intima comunione con il Padre, sperimenta ora il silenzio, l’assenza, l’abisso. Non si tratta di una crisi di fede, ma dell’ultima tappa di un amore che si dona fino in fondo. Il grido di Gesù non è disperazione, ma sincerità, verità portata al limite, fiducia che resiste anche quando tutto tace.

In quel momento, il cielo si oscura e il velo del tempio si squarcia (cfr Mc 15,33.38). È come se il creato stesso partecipasse a quel dolore, e insieme rivelasse qualcosa di nuovo: Dio non abita più dietro un velo, il suo volto è ora pienamente visibile nel Crocifisso. È lì, in quell’uomo straziato, che si manifesta l’amore più grande. È lì che possiamo riconoscere un Dio che non resta distante, ma attraversa fino in fondo il nostro dolore.

Il centurione, un pagano, lo capisce. Non perché ha ascoltato un discorso, ma perché ha visto morire Gesù in quel modo: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!»(Mc 15,39). È la prima professione di fede dopo la morte di Gesù. È il frutto di un grido che non si è disperso nel vento, ma ha toccato un cuore. A volte, ciò che non riusciamo a dire a parole lo esprimiamo con la voce. Quando il cuore è pieno, grida. E questo non è sempre un segno di debolezza, può essere un atto profondo di umanità.

Noi siamo abituati a pensare al grido come a qualcosa di scomposto, da reprimere. Il Vangelo conferisce al nostro grido un valore immenso, ricordandoci che può essere invocazione, protesta, desiderio, consegna. Addirittura, può essere la forma estrema della preghiera, quando non ci restano più parole. In quel grido, Gesù ha messo tutto ciò che gli restava: tutto il suo amore, tutta la sua speranza.

Sì, perché anche questo c’è, nel gridare: una speranza che non si rassegna. Si grida quando si crede che qualcuno possa ancora ascoltare. Si grida non per disperazione, ma per desiderio. Gesù non ha gridato contro il Padre, ma verso di Lui. Anche nel silenzio, era convinto che il Padre era lì. E così ci ha mostrato che la nostra speranza può gridare, persino quando tutto sembra perduto.

Gridare diventa allora un gesto spirituale. Non è solo il primo atto della nostra nascita – quando veniamo al mondo piangendo –: è anche un modo per restare vivi. Si grida quando si soffre, ma pure quando si ama, si chiama, si invoca. Gridare è dire che ci siamo, che non vogliamo spegnerci nel silenzio, che abbiamo ancora qualcosa da offrire.

Nel viaggio della vita, ci sono momenti in cui trattenere tutto dentro può consumarci lentamente. Gesù ci insegna a non avere paura del grido, purché sia sincero, umile, orientato al Padre. Un grido non è mai inutile, se nasce dall’amore. E non è mai ignorato, se è consegnato a Dio. È una via per non cedere al cinismo, per continuare a credere che un altro mondo è possibile.

Cari fratelli e sorelle, impariamo anche questo dal Signore Gesù: impariamo il grido della speranza quando giunge l’ora della prova estrema. Non per ferire, ma per affidarci. Non per urlare contro qualcuno, ma per aprire il cuore. Se il nostro grido sarà vero, potrà essere la soglia di una nuova luce, di una nuova nascita. Come per Gesù: quando tutto sembrava finito, in realtà la salvezza stava per iniziare. Se manifestata con la fiducia e la libertà dei figli di Dio, la voce sofferta della nostra umanità, unita alla voce di Cristo, può diventare sorgente di speranza per noi e per chi ci sta accanto.