II DOMENICA DI PASQUA

Domenica 12 Aprile

Pieve:   alla Santa Messa delle 8.00 ricordiamo Fabrizio Frizzi Baccioni (Località La Torre, 14/D), Gino Cantini (Via Mattei, 4), Piera Fredducci in Boni (Via G. di Vittorio, 22), Annunziata Spinola vedova Maruottolo (Via Gorizia, 9/A), Caterina “Luisa” Calamai vedova Generini (RSA Giotto, già Via Uliveta – Sagginale).

Santuario: alla Santa Messa delle 10.30 partecipano i Ragazzi del Catechismo di V Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.

Mercoledì 15 Aprile

Centro Giovanile: ore 16.30, Incontro sulla PAROLA DI VITA, aperto a tutti.

Famiglia Macina, Via Calamandrei, 7: ore 21.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Giovedì 16 Aprile

Sede della Misericordia: ore 18.00, Incontro di Catechesi Biblica.

Sabato 18 Aprile

Pellegrinaggio ad Assisi dei gruppi del Catechismo di Quarta Primaria accompagnati da don Francesco.

Santuario: ore 21.00, Concerto del Maestro Francesco Cera, organista e clavicembalista a livello internazionale – impegnato in questi giorni per una Masterclass sull’Organo Stefanini – dal titolo: “L’epoca d’oro della musica italiana per Organo”. Musiche di Frescobaldi, Cavazzoni, Trabaci, Pasquini, Merulo e Gabrieli. Ingresso libero.

Domenica 19 Aprile

San Giovanni: alla Santa Messa delle 9.30 partecipano i Bambini di Terza Primaria e i Ragazzi di Prima Media del Catechismo che poi si trattengono per il loro incontro.

Pieve: alla Santa Messa delle 10.00 partecipano i Bambini di Terza Primaria del Catechismo che poi si trattengono per il loro incontro.

Santuario: alla Santa Messa delle 10.30 partecipano i Ragazzi di Prima Media del Catechismo che poi si trattengono per il loro incontro.

Centro Giovanile: Insieme Party…amo: Giornata in compagnia.

Programma: ore 10,30 Santa Messa al Santuario; dopo, tombola con tanti premi. Ore 13.00 Pranzo e poi pomeriggio con canti e musica. Per info e iscrizioni chiamare Romano: 338 1776472.

CAMPISCUOLA ESTATE 2026

  • Terza Primaria:     Figliano dall’11 al 14 Giugno.
  • Quarta Primaria: Figliano dal 29 Giugno al 4 Luglio.
  • Quinta Primaria: Figliano dal 22 al 27 Giugno.
  • Prima Media:        Cavallico dal 13 al 18 Luglio.
  • Seconda Media:    Cavallico dal 20 al 25 Luglio.
  • Terza Media:         Cavallico dal 27 al 1 Agosto.

Sarà possibile effettuare la preiscrizione ai Campi a Figliano e Cavallico collegandosi al sito dell’Unità Pastorale parrocchiaborgosanlorenzo.it a partire dalle ore 9.00 di Domenica 19 Aprile.

GRIM ESTIVO

Dal 6 al 10 Luglio e dal 13 al 17 Luglio.

Le modalità di iscrizioni al GRIM saranno comunicate più avanti.

Catechesi del Papa: I Documenti del Concilio Vaticano II.

II. Costituzione dogmatica Lumen Gentium.

3. La Chiesa popolo di Dio

Proseguendo nella riflessione sulla Costituzione dogmatica Lumen Gentium (LG) oggi ci soffermiamo sul secondo capitolo, dedicato al Popolo di Dio.

Dio, che ha creato il mondo e l’umanità e che desidera salvare ogni uomo, compie la sua opera di salvezza nella storia scegliendo un popolo concreto e abitando in esso. Per questo, Egli chiama Abramo e gli promette una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare (cfr Gen 22,17-18). Con i figli di Abramo, dopo averli liberati dalla condizione di schiavitù, Dio stringe un’alleanza, li accompagna, se ne prende cura, li raccoglie ogni volta che si smarriscono. Perciò, l’identità di questo popolo è data dall’azione di Dio e dalla fede in Lui. Esso è chiamato a diventare luce per le altre nazioni, come un faro che attirerà a sé tutti i popoli, l’intera umanità (cfr Is 2,1-5).

Il Concilio afferma che «tutto questo però avvenne in preparazione e in figura di quella nuova e perfetta alleanza che doveva concludersi con Cristo, e di quella più piena rivelazione che doveva essere trasmessa dal Verbo stesso di Dio fattosi uomo» (LG, 9). È infatti Cristo che, nel dono del suo Corpo e del suo Sangue, raccoglie in sé stesso e in modo definitivo questo popolo. Esso è fatto ormai di gente proveniente da qualunque nazione; è unificato dalla fede in Lui, dall’adesione a Lui, dal vivere della sua stessa vita animati dallo Spirito del Risorto. Questa è la Chiesa: il popolo di Dio che trae la propria esistenza dal corpo di Cristo [1] e che è esso stesso corpo di Cristo; [2] non un popolo come gli altri, ma il popolo di Dio, convocato da Lui e fatto di donne e uomini provenienti da tutti i popoli della Terra. Suo principio unificatore non è una lingua, una cultura, un’etnia, ma la fede in Cristo: la Chiesa è pertanto – secondo una splendida espressione del Concilio – «l’assemblea di coloro che guardano nella fede a Gesù» (LG, 9).

Si tratta di un popolo messianico, proprio perché ha per capo Cristo, il Messia. Quanti ne fanno parte non vantano meriti o titoli, ma solo il dono di essere, in Cristo e per mezzo di Lui, figlie e figli di Dio. Prima di qualunque compito o funzione, dunque, ciò che conta davvero nella Chiesa è l’essere innestati in Cristo, essere per grazia figli di Dio. Questo è anche l’unico titolo onorifico che dovremmo ricercare come cristiani. Siamo nella Chiesa per ricevere incessantemente la vita dal Padre e per vivere come suoi figli e fratelli tra di noi. Di conseguenza, la legge che anima le relazioni nella Chiesa è l’amore, così come lo riceviamo e lo sperimentiamo in Gesù; e sua meta è il Regno di Dio, verso il quale essa cammina insieme a tutta l’umanità.

Unificata in Cristo, Signore e Salvatore di ogni uomo e donna, la Chiesa non può mai essere ripiegata in sé stessa, ma è aperta a tutti ed è per tutti. Se vi appartengono i credenti in Cristo, il Concilio ci ricorda che «tutti gli uomini sono chiamati a formare il nuovo popolo di Dio. Perciò questo popolo, restando uno e unico, si deve estendere a tutto il mondo e a tutti i secoli, affinché si adempia l’intenzione della volontà di Dio, il quale in principio ha creato la natura umana una, e vuole radunare insieme i suoi figli, che si erano dispersi» (LG, 13). Anche chi non ha ancora ricevuto il Vangelo è perciò, in qualche modo, orientato al popolo di Dio e la Chiesa, cooperando alla missione di Cristo, è chiamata a diffondere il Vangelo ovunque e a tutti (cfr LG, 17), perché ciascuno possa entrare in contatto con Cristo. Questo significa che nella Chiesa c’è e deve esserci posto per tutti, e che ogni cristiano è chiamato ad annunciare il Vangelo e a dare testimonianza in ogni ambiente in cui vive e opera. È così che questo popolo mostra la sua cattolicità, accogliendo le ricchezze e le risorse delle diverse culture e, al tempo stesso, offrendo loro la novità del Vangelo per purificarle ed elevarle (cfr LG, 13).

In questo senso, la Chiesa è una ma include tutti. Così l’ha descritta un grande teologo: «Arca unica della Salvezza, deve accogliere nella sua vasta navata tutte le diversità umane. Unica sala del Banchetto, le vivande che distribuisce sono attinte da tutta la creazione. Veste senza cuciture di Cristo, essa è anche – ed è la stessa cosa – la veste di Giuseppe, dai molti colori». [3]

È un grande segno di speranza – soprattutto ai nostri giorni, attraversati da tanti conflitti e guerre – sapere che la Chiesa è un popolo in cui convivono, in forza della fede, donne e uomini diversi per nazionalità, lingua o cultura: è un segno posto nel cuore stesso dell’umanità, richiamo e profezia di quell’unità e di quella pace a cui Dio Padre chiama tutti i suoi figli.


[1] Cfr J. Ratzinger, Il nuovo popolo di Dio, Brescia 1992, 97.

[2] Cfr Y. M.-J. Congar, Un popolo messianico, Brescia 1976, 75.

[3] Cfr H. de Lubac, Cattolicismo. Aspetti sociali del dogma, Milano 1992, 222.

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