IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Domenica 1 Febbraio – Giornata per la Vita
Pieve: alla Santa Messa delle 8.00, ricordiamo Roberto Cheli (RSA Giotto, già Via Faltona), Mario Masini (Via P. Nelli da Rabatta, 3), Giuliano Rontini (Via Le Pergole – Collina, 6), Ede Fastelli vedova Caciolli (Via Amendola, 12) e Vanna Parrini vedova Macabbi (Piazza Dante, 51).
Centro Giovanile: ritrovo degli ex allievi Salesiani e degli ex Oratoriani.
Santuario: ore 10.30 Santa Messa: al termine, dopo la “velatio” del Santissimo crocifisso, condivisione di ricordi nel piazzale dell’oratorio; ore 12.30 pranzo.
San Giovanni:alla Santa Messa delle 9.30, partecipano i Bambini di III Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.
Pieve:alla Santa Messa delle 10.00, partecipano i Bambini di III Primaria ai quali viene consegnato il Vangelo e che poi si trattengono per il loro incontro.
Pieve: ore 16.00, Mattia Parigi riceve il Battesimo.
Lunedì 2 Febbraio Festa della Presentazione di Gesù al Tempio.
Pieve: ore 8.00 e ore 18.00 Santa Messa con processione e benedizione delle candele.
Centro Giovanile: dalle 15.00 alle 17.00, Pomeriggio insieme.
Martedì 3 FebbraioSan Biagio, Vescovo e Martire
Sante Messe: Pieve ore 8.00 e Santuario ore 18.00. Al termine, benedizione della gola. Verrà benedetta anche la frutta che ognuno avrà portato con sé.
Cappella della Misericordia: ore 21.00, Santa Messa.
Venerdì 6 Febbraio
Sagginale: Insieme per la Pace, dalle 14.00 alle 21.00, preghiera silenziosa con Esposizione Eucaristica.
Sabato 7 Febbraio
Chiesa di Mucciano: ore 15.00, Santa Messa nella festa di Sant’Agata, Vergine e Martire.
Domenica 8 Febbraio
San Giovanni:alla Santa Messa delle 9.30, partecipano i Bambini di IV Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.
Pieve:alla Santa Messa delle 10.00, partecipano i Bambini di IV Primaria che poi si trattengono per il loro incontro.
Santuario:alla Santa Messa delle 10.30, partecipano i Ragazzi di V Primaria e di I Media che poi si trattengono per il loro incontro.
PREPARAZIONE AL MATRIMONIO
Il percorso per i Fidanzati in preparazione al Matrimonio inizierà Domenica 15 Febbraio alle ore 16.00 presso i locali parrocchiali della Pieve.
BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE 2026
- Lunedì 2: Viale della Resistenza – Via Divisione Partigiana Garibaldi.
- Martedì 3: Via G. Della Casa – Via XX Settembre – Via Pananti.
- Mercoledì 4: Via P. Picasso – Via A. Modigliani – Via R. Guttuso – Via P. Nenni.
- Giovedì 5: Via XXV Aprile – Via A Del Castagno – Via G. Amendola – Via P. Nelli da Rabatta.
- Venerdì 6: Via L. da Vinci – Via G. Di Vittorio.
Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum.
3. Un solo sacro deposito. Il rapporto tra Scrittura e Tradizione
Proseguendo nella lettura della Costituzione conciliare Dei Verbum sulla divina Rivelazione, oggi riflettiamo sul rapporto tra la Sacra Scrittura e la Tradizione. Possiamo prendere come sfondo due scene evangeliche. Nella prima, che si svolge nel Cenacolo, Gesù, nel suo grande discorso-testamento rivolto ai discepoli, afferma: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. […] Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Gv 14,25-26; 16,13).
La seconda scena ci conduce, invece, sulle colline della Galilea. Gesù risorto si mostra ai discepoli, che sono sorpresi e dubbiosi, e dà loro una consegna: «Andate e fate discepoli tutti i popoli, […] insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,19-20). In entrambe queste scene è evidente il nesso intimo tra la parola pronunciata da Cristo e la sua diffusione lungo i secoli.
È ciò che il Concilio Vaticano II afferma ricorrendo a un’immagine suggestiva: «La sacra Scrittura e la sacra Tradizione sono strettamente congiunte e comunicanti tra loro. Poiché ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo un tutto e tendono allo stesso fine» (Dei Verbum, 9). La Tradizione ecclesiale si dirama lungo il percorso della storia attraverso la Chiesa che custodisce, interpreta, incarna la Parola di Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (cfr n. 113) rimanda, a questo proposito, a un motto dei Padri della Chiesa: «La Sacra Scrittura è scritta nel cuore della Chiesa prima che su strumenti materiali», cioè nel testo sacro.
Sulla scia delle parole di Cristo che abbiamo sopra citato, il Concilio afferma che «la Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo» (DV, 8). Questo avviene con la comprensione piena mediante «la riflessione e lo studio dei credenti», attraverso l’esperienza che nasce da «una più profonda intelligenza delle cose spirituali» e, soprattutto, con la predicazione dei successori degli apostoli che hanno ricevuto «un carisma sicuro di verità». In sintesi, «la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa crede» (ibid.).
Famosa è, al riguardo, l’espressione di San Gregorio Magno: «La Sacra Scrittura cresce con coloro che la leggono». [1] E già Sant’Agostino aveva affermato che «uno solo è il discorso di Dio che si sviluppa in tutta la Scrittura e uno solo è il Verbo che risuona sulla bocca di tanti santi». [2] La Parola di Dio, dunque, non è fossilizzata ma è una realtà vivente e organica che si sviluppa e cresce nella Tradizione. Quest’ultima, grazie allo Spirito Santo, la comprende nella ricchezza della sua verità e la incarna nelle coordinate mutevoli della storia.
Suggestivo, in questa linea, è quanto proponeva il santo Dottore della Chiesa John Henry Newman, nella sua opera dal titolo Lo sviluppo della dottrina cristiana. Egli affermava che il cristianesimo, sia come esperienza comunitaria, sia come dottrina, è una realtà dinamica, nel modo indicato da Gesù stesso con le parabole del seme (cfr Mc 4,26-29): una realtà viva che si sviluppa grazie a una forza vitale interiore. [3]
L’apostolo Paolo esorta più volte il suo discepolo e collaboratore Timoteo: «O Timoteo, custodisci il deposito che ti è stato affidato» (1Tm 6,20; cfr 2Tm 1,12.14). La Costituzione dogmatica Dei Verbum riecheggia questo testo paolino là dove dice: «La sacra Tradizione e la sacra Scrittura costituiscono un solo deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesa», interpretato dal «magistero vivo della Chiesa la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo» (n. 10). “Deposito” è un termine che, nella sua matrice originaria, è di natura giuridica e impone al depositario il dovere di conservare il contenuto, che in questo caso è la fede, e di trasmetterlo intatto.
Il “deposito” della Parola di Dio è anche oggi nelle mani della Chiesa e noi tutti, nei diversi ministeri ecclesiali, dobbiamo continuare a custodirlo nella sua integrità, come una stella polare per il nostro cammino nella complessità della storia e dell’esistenza.
In conclusione, carissimi, ascoltiamo ancora la Dei Verbum, che esalta l’intreccio tra la Sacra Scrittura e la Tradizione: esse – afferma – sono talmente connesse e congiunte tra loro da non poter sussistere indipendentemente, e insieme, secondo il proprio modo, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime (cfr n. 10).
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[1] Homiliae in Ezechielem I, VII, 8: PL 76, 843D.
[2] Enarrationes in Psalmos 103, IV, 1
[3] Cfr. J.H. Newman, Lo sviluppo della dottrina cristiana, Milano 2003, p. 104.
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